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I nostri defibrillatori AED

Cardiangel AED®

Il nuovo defibrillatore esterno semiautomatico/automatico (DAE) pensato per i soccorritori non professionisti e per gli ambienti extraospedalieri, strumento ideale per coloro che cercano massima semplicità d’uso, qualità, sicurezza e affidabilità al giusto prezzo.

Cardiangel Online AED®

La soluzione per la gestione in remoto del vostro CardiAngel AED. Sempre operativo e connesso con telecontrollo ai sensi degli artt. 6 terzo comma e 7 primo comma della Legge 04/08/2021 n. 116;

Cardiangel AED Trainer®

Impara facilmente l’uso di un defibrillatore con CardiAngel AED trainer. CardiAngel AED trainer consente di simulare scenari di emergenza e si gestisce semplicemente tramite un’APP, che consente di personalizzare le opzioni e gli scenari.

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Come scegliere un DAE

I DAE sono dotati di un microprocessore interno in grado di riconoscere l’ampiezza, la frequenza e l’impedenza del segnale elettrocardiografico e dunque se un ritmo è defibrillabile o non defibrillabile.

Sono presenti in un DAE due tipi di circuito:

  • Circuito a bassa tensione che controlla i pulsanti, la scheda contenente i microprocessori, ecc.
  • Circuito ad alta tensione coinvolto nella carica/scarica del condensatore, componente che accumula al suo interno l’energia da erogare al paziente quando si preme il tasto di erogazione dello shock. Se non è presente un ritmo defibrillabile non viene accumulata alcuna energia all’interno del condensatore, quindi, anche se si preme il tasto di erogazione dello shock, non verrà rilasciata alcuna energia al paziente.
    Le batterie dei DAE sono al litio, nono ricaricabili e normalmente nei defibrillatori migliori hanno una durata superiore ai 5 anni.

Gli Elettrodi sono lo strumento attraverso il quale il DAE analizza il ritmo cardiaco del paziente ed eroga lo shock al paziente.

Gli elettrodi sono monouso, adesivi (pregellati); hanno una durata che varia da 2 a massimo 4 anni, vanno conservati con cura poiché le temperature inferiori a 0°C e superiori a 50° C li deteriorano e le rendono inutilizzabili in caso di intervento.

Alcuni DAE hanno gli elettrodi pre-connessi, altre vanno collegate all’apparecchio una volta che sono state attaccate al torace nudo del paziente. Ne esiste una misura per l’adulto ed una misura per i bambini al di sotto degli 8 anni di età (o 25 kg di peso), che hanno lungo il decorso del cavo un riduttore di corrente. Altri apparecchi hanno un unico formato, da usare sia sull’adulto che sul bambino, ma hanno un selettore di corrente per scegliere la “modalità adulto” e la “modalità bambino”, regolano quindi di conseguenza la quantità di energia da erogare.

Alcuni elettrodi sono “polarizzati”: seguono una direzione di corrente e quindi ognuna delle due placche deve essere apposta nella giusta posizione, cioè una andrà obbligatoriamente a destra e l’altra a sinistra. Apparecchi più “evoluti” hanno placche “non polarizzate” (da preferire), è quindi indifferente la scelta destra/sinistra per le placche.

Defibrillatore automatico o semiautomatico?

Quando la vittima di arresto cardiaco necessita di uno shock elettrico per ripristinare la normale attività cardiaca, il defibrillatore semiautomatico ordina al soccorritore di premere il pulsante di scarica sul dispositivo. Al contrario, il defibrillatore completamente automatico, quando è necessario uno shock elettrico, chiede al soccorritore di allontanarsi e quindi eroga autonomamente la scossa elettrica.
Qualunque sia il tipo di dispositivo, non vi è alcun rischio di uso improprio sul paziente. Il defibrillatore, infatti, analizza la frequenza cardiaca per stabilire se deve erogare o meno una scarica.
Entrambi i tipi di dispositivi utilizzano la stessa tecnologia. Tuttavia, quando si opera su un paziente in arresto cardiaco improvviso, non dover attivare il pulsante di scarica, utilizzando un defibrillatore automatico aiuta ad evitare ulteriori azioni quando il soccorritore è inesperto e già sotto forte stress.

Al contrario il defibrillatore semiautomatico è molto più sicuro, perché prima di erogare la scarica il soccorritore può verificare che nessuno stia toccando il paziente e che il suolo non sia eccessivamente bagnato.

Per questo motivo Cardiosafe consiglia di acquistare defibrillatori semiautomatici, che oggi sono i più diffusi in Italia, sia perché la legge Balduzzi che impone la presenza dei defibrillatori nello sport cita esclusivamente i defibrillatori semiautomatici, sia perché i corsi BLSD per il rilascio dell’abilitazione all’uso del defibrillatore vengono svolti utilizzando dispositivi semiautomatici.
Qualunque sia il tipo di dispositivo, non vi è alcun rischio di uso improprio. Il defibrillatore, infatti, analizza la frequenza cardiaca per sapere se deve erogare o meno una scarica.

Verificare la casa produttrice

Verificare il distributore

Verificare le certificazioni del dispositivo (CE, ecc.)

Verificare la rapidità nell’erogazione della prima scarica dal momento di accensione (se superiore a 30” potrebbe ridurre le % di sopravvivenza del paziente).

Verificare le politiche di assistenza/manutenzione: la necessità di effettuare tarature periodiche in fabbrica può essere sinonimo di scarsa qualità del dispositivo che deve essere tarato per evitare malfunzionamenti.

Verifica la scheda tecnica del DAE e il manuale d’uso: DAE troppo economici e poco affidabili si riconoscono dalla scarsità di informazioni, test e certificazioni forniti nella documentazione di supporto.

Verificare nella scheda tecnica del DAE il range di impedenza gestito. L’impedenza è un valore riferito alla resistenza elettrica del paziente, in particolare del suo torace. Questo valore viene utilizzato da tutti i defibrillatori per adattare lo shock al paziente. I defibrillatori migliori gestiscono range di impedenza più ampi (es. 25-230 ohm) e quindi sono in grado di salvare potenzialmente più persone rispetto a defibrillatori di fascia bassa che normalmente gestiscono range limitati (max 175 ohm), a tutto svantaggio della possibilità di sopravvivenza del paziente.

Verificare la disponibilità del software di aggiornamento e le modalità di scarico dati del dispositivo.

Verificare la periodicità degli autotest del DAE (l’autotest settimanale è il giusto compromesso) e i componenti controllati durante l’autotest.

Verificare il costo dei consumabili. Spesso i defibrillatori più economici hanno costi di gestione/manutenzione più alti

Verificare l’indice di protezione IP. La norma CEI EN 60529/1997 (ex CEI 70-1) classifica i gradi di protezione degli involucri per apparecchiature elettriche. L’indice di protezione è sinonimo di qualità. Si consiglia vivamente di acquistare DAE con indice di protezione minimo IP55, ovvero protetto da polveri e spruzzi d’acqua.

Presenza funzione multilingue, che può essere utile su nei luoghi frequentati da turisti o lavoratori di diverse nazionalità. Solo pochi dispositivi DAE hanno questa funzione.

Verificare se presente un sistema di telecontrollo remoto preferibilmente via connessione 3G/4G molto più stabile rispetto ad una connessione solo wifi.

Verificare la presenza di un centro assistenza in caso di guasto.

In generale un defibrillatore con un costo inferiore a €800+IVA probabilmente è un dispositivo di bassa qualità.

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