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BONUS 1.000 EURO PER DEFIBRILLATORI NELLE SCUOLE

Nota 7144 del 25 marzo 2021: Avviso assegnazione e contestuale erogazione risorse finanziarie acquisto defibrillatori semiautomatici (dae) et similia

 

Avviso assegnazione e contestuale erogazione risorse finanziarie acquisto defibrillatori semiautomatici (dae) et similia

Il Ministero dell’Istruzione, con la nota n.7144 del 25 marzo, a firma del dirigente Francesca Busceti, dà il via libera all’assegnazione ed erogazione delle risorse finanziarie per l’acquisito di defibrillatori nelle scuole.

postazione-daeIl defibrillatore semiautomatico è strumento fondamentale per consentire un pronto intervento qualora si verifichino casi di arresto cardiaco improvviso tra il personale scolastico o gli alunni, in particolare nelle situazioni di esercizio dell’attività sportiva.

In particolare l’istituzione scolastica potrà, laddove non si fosse già provveduto, acquistare i defibrillatori o rinnovare le dotazioni strumentali già a disposizione.

Nel caso in cui fosse già provvista di adeguate strumentazioni salvavita, le risorse in esame (1.000 euro per ogni scuola) potranno essere destinate all’acquisto di beni o servizi finalizzati a garantire la salute del personale e degli alunni (ad esempio, per l ‘attivazione di corsi di formazione certificati all’utilizzo del defibrillatore).

Si evidenzia che le risorse in esame costituiscono un finanziamento straordinario rispetto alla dotazione ordinaria a disposizione delle istituzioni scolastiche, con l’obiettivo di garantire l’efficacia del servizio scolastico nel rispetto dei protocolli di sicurezza adottati dagli organi competenti.

Tali risorse vanno accertate, in conto competenza, nell’Aggregato “03 Finanziamento dallo Stato”, Voce “06 Altri Finanziamenti vincolati dallo Stato”, sotto-voce “Risorse finalizzate all’acquisto di DAE et similia”.

 

Fornitura dei migliori defibrillatori sul mercato, ricambi batterie e piastre, postazioni DAE complete da interno ed esterno, manutenzione annuale, formazione BLSD e Primo Soccorso in tutta Italia.

 

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Sanificazioni e bonus fiscale

Sanificazioni, ok al fai da te in attesa del bonus fiscale

 

Decreti e protocolli non obbligano a ingaggiare imprese specializzate e non è prevista una certificazione ad hoc. Il credito d’imposta del 60% aspetta il provvedimento attuativo.

 

Dai mobili ai filtri dell’aria condizionata, dalle tastiere dei computer a quelle dei Pos. La sanificazione (o pulizia: i provvedimenti citano entrambi i termini) non è solo il primo e indispensabile atto per la ripartenza delle attività – siano esse aziende, studi professionali o negozi – ma sarà una costante di questa fase 2 (e oltre): dovrà essere ripetuta anche più volte al giorno.

La procedura implica nuovi costi da mettere a budget, per cui il Governo ha previsto un bonus fiscaleun credito d’imposta incrementato al 60% dal Dl Rilancio-, ma le imprese possono anche affidare la sanificazione a personale interno e i titolari di attività possono eseguirla in prima persona. Perché, di fatto, non esiste una certificazione “univoca” della validità del trattamento. L’unica indicazione, contenuta già nella circolare del ministero della Salute 5443 del 22 febbraio 2020, è quella dei prodotti da usare: varechina allo 0,1% o etanolo al 70 per cento.

Fai da te e autocertificazione

A confermare la possibilità della sanificazione fai da te sono alcuni tra i provvedimenti presi dalle Regioni: per esempio, la Toscana ha previsto che il datore di lavoro registri anche con autodichiarazione le operazioni effettuate e le trasmetta via web. E dove le Regioni non si sono ancora pronunciate in materia? «Non c’è scritto da nessuna parte che si debba ingaggiare un’impresa specializzata – spiega Dino Gramellini, vicepresidente dell’associazione delle imprese di disinfestazione professionali italiane – e quindi si può autocertificare la propria attività di pulizia, purché si utilizzino i detergenti prescritti dalla legge. Consiglio di tenere nota delle procedure effettuate e di tenere gli scontrini o le fatture dei prodotti impiegati, non solo per ragioni fiscali ma anche per eventuali controlli». Un’altra conferma al fatto che il titolare dell’attività possa eseguire la pulizia o affidarla a personale interno è nella circolare dei Consulenti del lavoro 12 del 6 maggio 2020 che, in risposta a una delle Faq, recita: «Si istruisce il lavoratore su come deve comportarsi nello specifico e si redige un verbale nel quale si dichiara ciò che è stato fatto».

Ad essere obbligatoria – ma anche in questo caso gestibile internamente – è la sanificazione degli impianti di aria condizionata. Nel Rapporto ISS Covid-19 n. 5/2020 è prevista l’accurata pulizia degli impianti che altrimenti dovranno essere spenti, garantendo la massima ventilazione dei locali. In particolare dovrebbe essere fatta (anche dai privati) la pulizia regolare delle prese e delle griglie di ventilazione dell’aria dei condizionatori con un panno inumidito con acqua e sapone oppure con alcol etilico al 75 per cento. Sarà inoltre necessario pulire i filtri almeno ogni quattro settimane.

DALLE REGOLE AI VANTAGGI FISCALI

Budget quintuplicato per l’agevolazione

Il Dl Rilancio ha aumentato la percentuale del credito d’imposta (che sale al 60%) – utilizzabile in compensazione e non rilevante ai fini delle imposte dirette e dell’Irap – ed estende la platea degli aventi diritto agli enti del Terzo Settore.

Non è tutto: rispetto a quanto stabilito all’articolo 64 del “cura Italia” così come convertito in legge, il Governo ha triplicato il tetto di spesa 2020 per i singoli beneficiari: da 20mila euro, infatti, si è passati a a 60mila euro. Salvo modifiche prima della pubblicazione del Dl Rilancio in gazzetta, il budget complessivo a disposizione per il 2020 è di 200 milioni di euro (quadruplicato rispetto ai 50 milioni inizialmente previsti sempre nel “cura Italia”).
Ad essere agevolati, secondo quanto già approvato con il “cura Italia” sono le procedure di sanificazione e l’acquisto di disinfettanti, mascherine, pannelli protettivi, guanti, calzari , eccetera. Il Dl Rilancio estende la misura anche ai beni di terzi e quelli concessi in uso a terzi.
Per ora, però, il bonus è solo sulla carta: si attende infatti un decreto attuativo del Mise che dovrebbe chiarire, tra le altre cose, se sono agevolate le sanificazioni fatte da tutte le imprese di pulizia o solo da quelle ex Dm 247/1997.

di Marta Casadei e Marisa Marraffino

FONTEhttps://www.ilsole24ore.com/art/sanificazioni-ok-fai-te-attesa-bonus-fiscale-ADsC91O

DDL – Obbligo defibrillatore per scuole, pubbliche amministrazioni, stazioni e mezzi di trasporto

Defibrillatori ovunque: l’appello per il ddl bloccato al Senato dal Covid-19

Muoiono per arresto cardiaco 65mila persone ogni anno, circa 200 al giorno. Cardioproteggere le scuole e i luoghi di lavoro consentirebbe di salvare molte vite umane

Hanno scritto al presidente della Repubblica, al presidente del Senato e a quello della Camera, al premier, a ministri e viceministri della Salute, dell’Università, del Lavoro, al presidente e ai membri della commissione Igiene e Sanità del Senato. Una lettera per sollecitare l’approvazione di una legge di civiltà, la legge dei “defibrillatori ovunque”, che è stata approvata dalla Camera il 30 luglio 2019 con il voto favorevole bipartisan di 502 deputati e che ora è ferma al Senato. Capitanati dall’Associazione italiana Cuore e rianimazione “Lorenzo Greco Onlus”, associazioni e professionisti sanitari sono scesi in campo per ricordare che, anche in tempo di Covid-19, l’arresto cardiaco continua a colpire 65mila cittadini ogni anno, al ritmo di 200 al giorno.

Le richieste
Una lettera per chiedere di cardioproteggere tutti i plessi scolastici per prevenire casi drammatici come quelli di giovani vite spezzate in classe come quelle di Anna di Padova di 14 anni, Vanessa di Salerno di 16 anni e Raffaele di Catania di 16 anni. Per chiedere che i defibrillatori siano ovunque, perché l’attacco cardiaco non ha stagioni. «Abbiamo sollecitato la diffusione capillare nelle scuole e nei luoghi di lavoro dei defibrillatori», spiega Marcello Segre, presidente dell’Associazione dedicata a Lorenzo Greco che con i suoi interventi nelle scuole ha informato 18.457 studenti sui rischi cardiovascolari, ha installato 507 defibrillatori e ha sensibilizzato 38.714 fra cittadini e studenti sull’uso del defibrillatore. E ha salvato molte vite grazie ai defibrillatori. «Abbiano anche chiesto – spiega Segre – che i prefetti sollecitino il coordinamento di forze dell’ordine e vigili del fuoco dotati di defibrillatori sui mezzi mobili per intervenire in modo integrato». E che i corsi sull’uso di defibrillatori siano semplificati e non soggetti a disposizioni regionali discordanti che hanno limitato «la diffusione della cultura dell’importanza della defibrillazione precoce, diminuendo conseguentemente la possibilità di salvare vite».

La squadra del cuore che ha salvato Andrea a Torino
E proprio grazie a uno di questi defibrillatori il personale docente e Ata del liceo “Giordano Bruno” di Torino ha salvato uno studente. Una scuola che aveva partecipato a un corso formativo e di aggiornamento per intervenire in caso di arresto cardiaco. E che, con il defibrillatore n. 250, donato dall’associazione e installato nell’aprile del 2016 nell’istituto, ha salvato Andrea, uno studente dell’ultimo anno che a gennaio di quest’anno ha avuto un arresto cardiaco. Una vera squadra del cuore nella scuola si è attivata chiamando il 112, iniziando il massaggio, utilizzando il defibrillatore. E consentendo ai sanitari di arrivare in tempo. Perchè i minuti che seguono un arresto cardiaco sono fondamentali per la sopravvivenza.

Perchè il ddl è bloccato
Perchè il ddl è bloccato? Sembrava che il Senato puntasse a una rapida approvazione. Invece si attende da nove mesi il via libera. Il disegno di legge approvato il 30 luglio 2019 dalla Camera è bloccato in commissione Igiene e sanità di palazzo Madama. Fermo nonostante avesse ottenuto già il 17 settembre 2019 un iter più rapido – la sede deliberante – a palazzo Madama. Ritardi legati prima al cambio di governo, e poi all’emergenza coronavirus, che ha causato uno stop dei lavori non legati alla decretazione d’urgenza. Tutta colpa prima del cambio di governo e poi della pandemia da Covid-19, spiegano al Senato. Pierpaolo Sileri (M5S), nominato viceministro alla Salute, ha lasciato il comando della commissione il 12 settembre 2019. Poi una vacatio lunga 5 mesi, tutta politica, per raggiungere l’intesa.

La tabella di marcia è legata alla fine della pandemia
«Pensavamo di recuperare subito in febbraio lo stallo – spiega Stefano Collina, dal 5 febbraio 2020 presidente della commissione Igiene e sanità di palazzo Madama – riprendendo rapidamente i lavori dopo la vacanza della presidenza, ma l’emergenza Covid-19 ha bloccato i lavori e l’attività delle commissioni è riservata all’esame dei provvedimenti del governo. Appena ci sarà la ripresa abbiamo in programma la discussione generale per arrivare rapidamente al via libera di questo provvedimento e di quelli su fibromialgia ed epilessia». Anche se si vocifera di un cambio di relatore per il provvedimento (attualmente è la senatrice Caterina Bini del Pd).

Triplicate le morti improvvise
«La pandemia ha bloccato l’approvazione della legge», spiega Daniela Aschieri, cardiologa che ha promosso a Piacenza “Progetto Vita”, il primo in Europa a occuparsi di defibrillazione precoce per contrastare la morte improvvisa da arresto cardiaco. Dai dati, spiega Aschieri, «risultano triplicate le morti improvvise. Senza abbassare l’allerta sull’epidemia, non possiamo dimenticare le 65mila vittime che ogni anno perdono la vita per arresto cardiaco». «Ogni giorno che passa, è un giorno perso», dice Giorgio Mulè (Forza Italia), deputato e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato, che ha promosso a Montecitorio l’approvazione del ddl, trovando un’intesa bipartisan su una legge di civiltà. «Tardare ancora – sottolinea – significa condannare a morte o evitare di salvare centinaia di vite umane al giorno. Non c’è da attendere oltre».

Cosa prevede il disegno di legge
Il provvedimento prevede defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedaliero, a partire da scuole e università, ma anche nelle pubbliche amministrazioni, presso infrastrutture e mezzi di trasporto e gestori di servizi pubblici. Installati nel proprio territorio dagli enti territoriali con postazioni di defibrillazione ad accesso pubblico adeguatamente segnalate. In modo che tutti, tramite app, siano in grado di raggiungerli. Un sistema per combattere gli arresti cardiaci che causano morte e disperazione in tante famiglie italiane. Il ddl conferma che l’uso del defibrillatore è consentito anche al personale sanitario non medico e al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nell’ambito delle attività di rianimazione cardio-polmonare. Prevede anche una attenta formazione in ambito scolastico sulle tecniche di rianimazione cardiopolmonare di base, con le tecniche di primo soccorso. Costo dell’operazione: 2 milioni di euro annui, a decorrere dal 2020.

Si continua a morire per le malattie cardiovascolari
Nonostante l’attenzione sia puntata h24 sull’emergenza coronavirus, in Italia si continua a morire anche per le malattie cardiovascolari, che rappresentano la principale causa di morte nel nostro paese, responsabili del 37% dei decessi, seguite dalle neoplasie (29%). E se a causa del Covid-19 si è registrata in Italia una riduzione superiore al 50% dei ricoveri per infarto e sono in calo di circa un terzo le ospedalizzazioni per scompenso cardiaco, anomalie del ritmo cardiaco e disfunzione di pacemaker, sfogliando i dati dei decessi per coronavirus i numeri sono tutti lì, nelle comorbilità. Secondo i dati della Società italiana di cardiologia il 17% delle persone che muoiono per le complicanze del Covid-19 è costituito da pazienti oncologici, il 70% è iperteso, il 27% soffre di cardiopatia ischemica, il 22% di fibrillazione atriale, il 16% di scompenso cardiaco e l’11% di ictus. Ogni anno il 23,5% della spesa farmaceutica italiana (l’1,34 del prodotto interno lordo) è destinato ai farmaci per il sistema cardiovascolare. E le persone con patologie cardiovascolari in Italia sono ben 7,5 milioni. Intervenire tempestivamente può fare la differenza fra la vita e la morte. Perchè ogni 10 minuti di ritardo nella diagnosi e nel trattamento di un infarto miocardico grave, la mortalità aumenta del 3%, e un intervento successivo ai 90 minuti dall’esordio dei sintomi può quadruplicare la mortalità.

di Nicoletta Cottone

FONTE: https://www.ilsole24ore.com/art/defibrillatori-ovunque-l-appello-il-ddl-bloccato-senato-covid-19-AD8zgxO

I RISCHI E I DUBBI SULL’EFFICACIA DEL TRATTAMENTO CON L’OZONO

Condividiamo l’articolo pubblicato DA ENRICO CINOTTI SUL “SALVAGENTE”, LEADER NEI TEST DI LABORATORIO CONTRO LE TRUFFE AI CONSUMATORI

 

Sarà l’eccezionalità del momento o la pubblicità martellante, fatto sta che i trattamenti con l’ozono per “sanificare” gli ambienti o le proposte d’acquisto dei “compressori” per una ozonizzazione fai-da-te spuntano come funghi. E la domanda, come direbbe il nostro amico Antonio Lubrano, sorge spontanea: l’ozono è efficace per eliminare il Covid-19 specialmente negli ambienti chiusi?

 

Il ministero dell’Interno: “Non ci sono evidenze della sua efficacia”

Una prima significativa risposta arriva dalla direzione centrale di Sanità del ministero dell’Interno che in una nota del 7 aprile ribadisce “l’assenza di evidenze nella letteratura scientifica sull’efficacia dell’ozono quale presidio per la prevenzione della trasmissione dell’infezione da Sars-CoV-2. Di conseguenza i dispositivi di disinfezione mediante ozono, al momento non sono da ritenersi efficaci ai fini della sanificazione dei veicoli (evidentemente il riferimento è a quelli della Pubblica sicurezza, ndr) nella contingente emergenza Covid-19″.

Nella nota poi la Direzione ribadisce quali sono “i disinfettanti capaci di inattivare il virus, ovvero “l’etanolo (alcol etilico) al 70%, il perossido di idrogeno (acqua ossigenata) al 0,5% e l’ipoclorito di sodio (candeggina, varechina) allo 0,1%“.

 

Benedetti, Anid: “L’ozono non è autorizzato nell’uso civile”

Oltre che sull’efficacia, molti lettori ci hanno chiesto se i trattamenti con l’ozono sono anche rischiosi per la salute. Abbiamo girato questi dubbi a Marco Benedetti, presidente dell’Anid, l’Associazione nazionale delle imprese di disinfestazione, che abbiamo sentito in precedenza su quali trattamenti di sanificazione si possono fare e quali sono le aziende autorizzate a farli: “L’ozono non è ancora autorizzato in cambito civile in quanto non è ancora classificato nè come biocida nè come presidio medico-chirurgico. L’iter è in fase di approvazione. Altra questione quella delle ‘macchinette‘, i compressori, che vengono venduti come la risoluzione contro il Covid-19: al massimo possono pulire l’aria, eliminare i cattivi odori, ma non sanificano gli ambienti. La sanificazione ricordo può essere fatta solo da aziende regolarmente iscritte all’elenco speciale presso la Camera di commerciale competente che attesta il rispetto dei requisiti stabiliti dalla legge 82/94, attuata con il Dm 274/97“.

I compressori in vendita anche a poche centinaia di euro sul web, sono macchine non professionali non in grado di emettere l’ozono in concetrazioni tali da eliminare batteri e virus ma a quel punto nocivo per l’uomo. “Alle concentrazioni in cui è usato l’ozono per usi industriali – prosegue il nostro interlocutore – è tossico per l’uomo e per questo va maneggiato con estrema cura e solo da personale qualificato”.  Rircordiamo che in ambito industriale l’ozono è usato per sanificare le acque, per contrastare la legionella e in ambito alimentare viene usato per combattere le muffe negli alimenti stagionati. “Aggiungo – conclude Benedetti – che l‘ozono non può essere usato in presenza di persone proprio per la sua pericolorità”.

 

Radivo: “Per gli spazi chiusi acqua ossigenata è idonea”

Davide Radivo, esperto di sanificazione, ci spiega: “Abbiamo scelto di utilizzare il perossido di idrogeno (acqua ossigenata, ndr) per i nostri interventi di sanificazione perché ci consente di intervenire e ripristinare in modo rapido, sicuro e funzionale l’adeguata sicurezza sanitaria degli spazi chiusi“. E aggiunge: “Per quanto riguarda l’impiego dell’ozono, invece, tutti sanno che si tratta di un gas. Pertanto, per sua intrinseca natura, si può correre il rischio di perderne il controllo e va, inoltre, sempre gestito con estrema cautela e accortezza esclusivamente da esperti e tecnici del settore“.

 

DECRETO-LEGGE 8 aprile 2020, n. 23 Articolo 30

 

Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali. (20G00043) (GU Serie Generale n.94 del 08-04-2020)

 


Art. 30. 
(Credito d'imposta per l'acquisto di dispositivi  di  protezione  nei
luoghi di lavoro) 
 
  1. Al fine  di  incentivare  l'acquisto  di  attrezzature  volte  a
evitare il contagio del virus  COVID-19  nei  luoghi  di  lavoro,  il
credito d'imposta di cui all'articolo 64 del decreto-legge  17  marzo
2020, n. 18, trova applicazione secondo le misure  e  nei  limiti  di
spesa  complessivi  ivi  previsti,  anche  per  le  spese   sostenute
nell'anno  2020  per  l'acquisto   di   dispositivi   di   protezione
individuale e altri dispositivi di  sicurezza  atti  a  proteggere  i
lavoratori dall'esposizione  accidentale  ad  agenti  biologici  e  a
garantire la distanza di sicurezza interpersonale. 
  2. Con  il  decreto  del  Ministro  dello  sviluppo  economico,  di
concerto on il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare ai
sensi del comma 2 dell'articolo 64 del decreto-legge 17  marzo  2020,
n.  18,  sono  stabiliti  altresi'  i  criteri  e  le  modalita'   di
applicazione e di fruizione del credito d'imposta di cui al  presente
articolo.

L’importanza del defibrillatore in azienda

La necessità di dotare ogni luogo di lavoro di un apparecchio per la defibrillazione è confermata da una statistica spietata da cui viene fuori che il 5% degli arresti cardiaci si verifica proprio durante l’occupazione. Questo significa che oltre 70 lavoratori alla settimana, in Italia, sono colpiti da arresto cardiaco mentre si trovano sul posto di lavoro. 

 

 

L’importanza dei defibrillatori sui luoghi di lavoro è confermata da una statistica spietata da cui viene fuori che il 5% degli arrazienda-cardioprotettaesti cardiaci si verifica proprio durante l’occupazione. Questo significa che oltre 70 lavoratori alla settimana, in Italia, sono colpiti da arresto cardiaco mentre si trovano sul posto di lavoro.  Occorre considerare il defibrillatore alla stregua di un sistema antincendio o di un estintore, ossia un dispositivo di vitale importanza in presenza di una situazione critica all’interno dell’azienda valutando: Se in azienda ci sono condizioni ambientali operative critiche? Quanti dipendenti hanno un’età superiore a 45 anni? Quali difficoltà potrebbe comportare la perdita di un dipendente con un alto livello di esperienza e professionalità? In che modo potrebbe essere percepita la perdita di un dipendente a causa di un arresto cardiaco, sapendo che con un dispositivo dal costo equivalente a quello di un elettrodomestico si sarebbe potuto salvare?

Per permettere l’intervento in economia e qualità, sottolinea il documento INAIL, è necessario:

  1. Formare il personale addetto: il percorso didattico specifico può essere facilmente integrato con i corsi di formazione per addetti al Primo Soccorso, obbligatori per legge, nei quali è previsto un modulo specifico per l’emergenza e la rianimazione cardiopolmonare.
  2. Rendere accessibile il DAE: il DAE può essere posizionato in qualsiasi luogo di lavoro, in maniera tale da garantire l’intervento entro 5 minuti.

 

È particolarmente consigliato:
• nelle aree dove sono presenti apparecchi elettrici;
• nei luoghi di lavoro all’aperto, dove possono cadere fulmini o dove si lavora su linee elettriche;
• in zone isolate dove è più difficile far arrivare i soccorsi come impianti di perforazione, cantieri di costruzione, piattaforme marine ecc.;
• in luoghi di transito o permanenza di molte persone.

In ogni caso, per garantire un accesso rapido, è necessario che sia chiara a tutti, sia ai lavoratori che ai visitatori, la presenza di un defibrillatore. Esistono a tal fine una segnaletica internazionale e delle teche che è consigliabile utilizzare per rendere visibile e contenere il DAE. Il segnale universale del DAE, riportato nell’immagine sottostante, può essere combinato con frecce che indicano la presenza del più vicino apparecchio.

Anche la recente disposizione INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) che prevede una riduzione del premio INAIL per le aziende che adottano il defibrillatore e provvedono alla formazione del personale al BLS-D (Basic Life Support – Defibrillator), conferma l’importanza della presenza del DAE come strumento principale di prevenzione delle morti bianche.

Per Maria Luisa Gnecchi, responsabile Nazionale del Dipartimento Welfare del PD vale la pena puntare ad una revisione delle linee guida in materia di Primo Soccorso nei luoghi di lavoro, attraverso anche un aggiornamento dei protocolli sanitari, con l’introduzione dei DAE ove necessario, adeguando i decreti ministeriali relativi a Primo Soccorso per la gestione delle emergenze in applicazione della normativa di salute e sicurezza sul lavoro D.Lgs. 81/2008.

Ci sono molti fattori, infatti,  che possono aumentare la probabilità di essere colpiti da arresto cardiaco improvviso o limitare la fornitura immediata della defibrillazione: una forza lavoro che invecchia, in particolare nelle imprese industriali; siti di lavoro con apparecchiature ad alta tensione; luoghi urbani difficilmente raggiungibili dai soccorritori a causa della presenza di traffico, scale, ascensori, scale mobili o una folla di persone; aree industriali che possono avere i dispositivi di protezione ad accesso limitato o più impianti dislocati sul territorio; sedi di lavoro collocate in zone montane o lontane dai centri abitati e quindi difficilmente raggiungibili dai servizi di emergenza.

 

 

Domenico Della Porta
Delegato nazionale Federsanità ANCI per l’Igiene, la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro

Fonte: https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=80203

CONDOMINIO CARDIOPROTETTO

banner_1600x900_cardiosafeCondominio Cardioprotetto è il progetto di cardioprotezione di CARDIOSAFE basato sul concetto di solidarietà con l’obiettivo di combattere l’arresto cardiaco, creando una rete di soccorso tempestiva integrata con il 118, tutelando la salute e il diritto alla vita di ogni persona presente nella struttura abitativa.

In Italia, circa 60 persone al giorno sono colpite da un arresto cardiaco improvviso all’interno della propria abitazione (dati SUEM 118), che generalmente è il luogo dove si trascorrono almeno un terzo delle ore della nostra giornata.

L’arresto cardiaco, insieme all’infarto, è la prima causa di morte. In queste situazioni la rapidità con la quale si interviene può fare la differenza tra la vita e la morte. Infatti, ogni minuto che passa, le possibilità di salvare chi è colpito da arresto cardiaco diminuiscono del 10%, perché dopo 4 minuti iniziano i danni cerebrali e dopo 10 minuti le lesioni diventano irreversibili (morte cerebrale).

In questi casi, la sola richiesta di intervento al 118, può non essere sufficiente. Per un’ambulanza, raggiungere una persona colta da arresto cardiaco improvviso, all’interno di un condominio, può essere molto difficoltoso.

I ricercatori del Hospital di St. Michael a Toronto, in Canada, hanno rilevato che le persone che vivono nei condomini hanno meno probabilità di superare un arresto cardiaco, se vivono al di sopra del terzo piano.

Dunque, in caso di arresto cardiaco, è necessario intervenire tempestivamente e utilizzare un defibrillatore, che è un dispositivo salvavita semplice e sicuro.

Dal momento che le abitazioni sono i luoghi dove statisticamente avvengono più arresti cardiaci, è indispensabile che ogni condominio disponga di un defibrillatore e di una squadra di angeli custodi abilitati al suo utilizzo.

Chi partecipa ai nostri corsi BLSD, guidato dai nostri docenti sanitari esperti imparerà a riconoscere un arresto cardiaco, a rianimare un adulto/bambino/lattante, ad utilizzare un defibrillatore e a risolvere un caso di soffocamento utilizzando le appropriate manovre di disostruzione delle vie aeree.

100mila euro dalla Regione E.R. per l’acquisto di defibrillatori

REGIONE EMILIA ROMAGNA

100mila euro dalla Regione

per l’acquisto di defibrillatori per i primi 100 progetti:

click day giovedì 24 ottobre

Con delibera N. 1601 del 30/09/2019, la Giunta Regionale dell’Emilia Romagna ha messo a disposizione 100.000 euro di contributi a favore delle associazioni e le società sportive dilettantistiche iscritte al Registro del CONI, che gestiscano, in forza di un provvedimento di concessione amministrativa, impianti sportivi pubblici non dotati di defibrillatore, oppure dotati di defibrillatore in stato di obsolescenza o non conforme alle specifiche tecniche previste dalla normativa vigente o che, per le dimensioni dell’impianto e dell’elevato numero di spazi di attività, richiedano la presenza di un ulteriore defibrillatore. 

 

La Regione concederà 1.000,00 euro per ogni domanda ammessa.

ATTENZIONE: Saranno ammesse solo le prime 100 domande!!!

 

Le domande dovranno essere trasmesse all’indirizzo di PEC sportsalute@postacert.regione.emilia-romagna.it

esclusivamente dalle ore 8.00 alle ore 18.00 di giovedì 24 ottobre 2019. 

 

Cardiosafe srl mette a disposizione il proprio team di esperti nella cardioprotezione e formazione per assistere tutte le asd/ssd che ne faranno richiesta, nella presentazione della domanda: aiuto nella compilazione del progetto e consulenza su misura per la cardioprotezione dell’impianto, fornitura di postazione DAE da interno/esterno + formazione. 

 


Contattaci subito per ricevere ulteriori informazioni.

Numero Verde 800 897 870
Mail info@cardiosafe.it

 

 

Nuova teca a forma di cuore

cuore-teca

Un progetto di cardioprotezione è prima di tutto un progetto di comunicazione, che deve sensibilizzare le persone sull’importanza di intervenire con un defibrillatore in caso di arresto cardiaco oltre che facilitare l’individuazione della presenza di un DAE.

La teca a forma di cuore è stata progettata appositamente per essere identificata rapidamente in caso di arresto cardiaco, tramite la parte frontale completamente trasparente che protegge e permette di rendere visibile il defibrillatore.

Il loro particolare design combina funzionalità ed estetica; armonizzati tra loro, questi due elementi sono in grado di garantire un prodotto capace di rispondere con qualità a quelli che sono requisiti di una postazione di emergenza.

Il sistema di sblocco della teca consente inoltre una chiusura e un’apertura senza problemi, permettendo una rapida estrazione del defibrillatore.

  • Teca di qualità superiore, prodotta in Italia;
  • Un design lineare e moderno dal forte impatto estetico;
  • Dotata di allarme acustico;
  • Apertura rapida dello sportello, intuitiva per consentire un facile accesso in modo veloce;
  • Progettata con gli angoli arrotondati, senza spigoli taglienti;
  • Catena della sopravvivenza nella parte frontale, simbolo defibrillatore laterale;
  • Adatto per tutte le marche di defibrillatore AED.

Descrizione:

Teca porta-defibrillatore “Cuore”, con allarme, colore bianco o rosso, istruzioni soccorso frontale, simbolo defibrillatore laterale.

Peso 4 kg – misure 50x50x21 cm (vano interno 32x32cm)

 

Versolmar Condominio Cardioprotetto

Il Condominio Ver.sol.mar, che si estende nel territorio della frazione Cenesi di Cisano sul Neva, ha aderito al progetto Condominio Cardioprotetto di Cardiosafe diventando così un condominio più sicuro grazie all’installazione di un DAE e alla formazione di una squadra di operatori BLSD.

Villaggio Versolmar - AlbengaVillaggio Versolmar - CenesiVillaggio Versolmar - Portineria

 

Condominio Cardioprotetto è un progetto di cardioprotezione basato sul concetto di solidarietà tra condomini con l’obiettivo di combattere l’arresto cardiaco, creando una rete di soccorso tempestiva integrata con il 118, tutelando la salute e il diritto alla vita di ogni cittadino presente nel condominio.

La sensibilità dei condomini di voler aderire al progetto Condominio Cardioprotetto è stata raccolta dall’amministrazione ed è stato posizionato e reso operativo il defibrillatore semiautomatico.

Sei residenti hanno frequentato il corso BLS-D (Basic Life Support-Defibrillation),conseguendo il titolo per l’utilizzo del dispositivo contribuendo così non solo al miglioramento delle condizioni di sicurezza del sito condominiale, ma proponendolo anche come presidio a disposizione di tutti gli altri residenti nelle zone limitrofe.

L’installazione dell’apparecchio all’inizio del periodo estivo, che coincide con il periodo di maggiori presenze nel condominio, è una ulteriore fonte di soddisfazione. In tal modo è stato possibile garantire un intervento di primo soccorso in caso di necessità nel giro di pochi minuti all’interno di un territorio collinare esteso, che in questo periodo conta più di mille presenze.

La presenza nel condominio di un defibrillatore e di una squadra di angeli custodi in grado di riconoscere rapidamente un arresto cardiaco, di praticare una rianimazione cardiopolmonare di qualità e di utilizzare questo semplice ma prezioso dispositivo salvavita può permettere di donare una seconda chance di vita ad una persona.

 

 

2V0-621    | 070-461    | MB6-703    | MB2-704    | 9L0-012    | MB2-708    | 350-080    | 2V0-620    | DEV-401    | CCA-500    | A00-211    | 70-346    | 70-463    | ITILFND    | CAS-002    | 300-115    | 640-875    | 70-480    | 70-463    | HP0-S42    | 640-911    | 98-366    | M70-201    | 70-980    | 1Z0-051    | 70-461    | 350-018    | 070-486    | EX200    | 070-461    | ITILFND    | 400-051    | 210-260    | 400-101    | 70-480    | 1Z0-051    | IIA-CIA-PART1    | 210-065    | 400-201    | 3002    | 1Z0-061    | 640-916    | 210-065    | 200-310    | 70-480    | MB2-708    | M70-201    | 352-001    | 640-875    | 1Z0-061    | 102-400    | 070-461    | 400-051    | 642-035    | EX300    | 70-488    | 200-310    | M70-201    | 810-403    | OG0-093    | 400-101    | 070-461    | 70-463    | 2V0-620    | CAS-002    | 70-980    | 300-207    | 642-732    | DEV-401    | 210-060    | 640-911    | 70-412    | 1Y0-201    | N10-006    | 352-001    | 350-080    | IIA-CIA-PART1    | 070-461    | 400-051    | 300-320    | 70-486    | 70-346    | 2V0-621    | EX300    | 70-412    | 642-999    | MB2-704    | 640-916    | 640-911    | 70-487    | 300-115    | ICBB    | 70-410    | 500-260    | ITILFND    | 3002    | 70-347    | 400-051    | 300-207    | 350-080    | 070-483    | 300-206    | EX300    | 70-412    | 70-980    | 1Y0-201    | 1Z0-804    | 3002    | 810-403    | 70-487    | 300-115    | 200-120    | 70-486    | MB2-704    | 70-462    | EX300    | 9L0-012    | CBAP    | 642-996    | A00-211    | CCA-500    | LX0-104    | 300-207    | 70-483    | 70-487    | 210-065    | CBAP    | 400-101    | 1V0-601    | 070-483    | 200-120    | 70-462    | PR000041    | 070-461    | OG0-093    | 3002    | 70-486    | 1Y0-201    | C_TADM51_731    | MB6-703    | M70-101 exam    | 350-018 exam    | C_TSCM52_66 exam    | C_A1FIN_10 exam    | EX300 exam    | DEV-501 exam    | 70-680 exam    | C_HANASUP_1 exam    | 312-50v8 exam    | C2020-702 exam    | M70-101 exam    | 350-018 exam    | C_TSCM52_66 exam    | C_A1FIN_10 exam    | EX300 exam    | DEV-501 exam    | 70-680 exam    | C_HANASUP_1 exam    | CRISC   , VCP550D   , 70-417   , 300-206   , 700-037   , 712-50   , API-580   , 642-732   , 640-875   , 352-001   , CAS-002   , C_HANATEC151   , JN0-332   , 350-018   , CISM   , CISA   , C_HANAIMP151   , JN0-102   , 350-029   , 2V0-621D   , 210-065   , 000-017   , LX0-104   , 70-347   , 70-486   , 9L0-066   , 70-412   ,