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Sindrome di Brugada, scoperto il meccanismo che provoca la morte cardiaca improvvisa

Uno studio dell’IRCCS Policlinico San Donato, pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, conferma, dopo un follow up di tre anni, che è possibile identificare ed eliminare le strutture cardiache con anomalie anatomiche ed elettriche che causano le aritmie ventricolari maligne associate alla malattia, causa di morte cardiaca improvvisa

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Uno studio dell’IRCCS Policlinico San Donato, pubblicato oggi sulla rivista Journal of the American College of Cardiology, descrive per la prima volta l’anomalia elettrica alla base della fibrillazione ventricolare e della morte improvvisa in giovani altrimenti considerati sani, ma affetti da Sindrome di Brugada. Normalmente, la diagnosi di tale malattia si effettua mediante un elettrocardiogramma che viene eseguito spesso per caso, oppure in corso di screening cardiologico quando si verifica una morte improvvisa in un familiare.

In questo lavoro si dimostra che, indipendentemente dai sintomi, la malattia è presente sin dall’infanzia sulla superficie epicardica del ventricolo destro, sottolineando come il rischio di sviluppare aritmie ventricolari potenzialmente fatali sia presente per tutto l’arco della vita.

Le anomalie elettriche della Sindrome di Brugada sono rappresentate da gruppi di cellule ‘elettricamente’ anomale, raggruppate come isole circondate da tessuto sano. Tali isole si presentano in strati concentrici, “come una cipolla”, afferma il dott. Carlo Pappone, direttore della U.O. di Aritmologia dell’IRCCS Policlinico San Donato, “con un cerchio centrale caratterizzato da cellule più aggressive e predisposte a generare un arresto cardiocircolatorio”.

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Dott. Carlo Pappone

Queste cellule sono elettricamente anomale perché programmate da un’alterazione genetica che compromette il funzionamento dei canali del sodio, fondamentali per la corretta cooperazione e integrità elettrica delle cellule.

Le anomalie variano in estensione e distribuzione in ogni paziente, caratterizzandone il rischio di morte improvvisa. Possono avere una dimensione che varia da 1 a 25 cm2 o più, con caratteristiche al loro interno estremamente variabili per gravità.

Il rischio di generare aritmie fatali e quindi di determinare la morte improvvisa, dipende sia dalla dimensione del substrato elettrico anomalo, sia dal grado di compromissione dei canali del sodio delle cellule che lo compongono. Infatti, in questo studio è stato dimostrato che è sufficiente un’area anomala di 4 cm2 per sviluppare un’aritmia potenzialmente letale.

“Sono stati arruolati sia pazienti sopravvissuti a un arresto cardiaco sia pazienti con sintomi sfumati. In entrambi i gruppi, le isole di tessuto anomalo sono risultate essere piuttosto simili quando sollecitate dalla somministrazione di ajmalina, farmaco che simula in laboratorio ciò che può accadere durante la vita di questi pazienti: cellule dormienti che all’improvviso durante la febbre o dopo pasto abbondante o durante il sonno, possono ‘esplodere’ generando la completa paralisi elettrica del cuore con conseguente arresto e morte improvvisa”, afferma il dottor Pappone.

Questo studio dimostra che “i sintomi e l’elettrocardiogramma non sono sufficienti, da soli, ad identificare i pazienti a rischio, poiché spesso il primo sintomo può essere la morte improvvisa e, in circa i 2/3 dei casi, l’elettrocardiogramma è completamente normale”, prosegue Pappone.

Si sottolinea quindi l’importanza dello studio elettrofisiologico, della mappatura del cuore e dell’utilizzo dell’ajmalina per smascherare quelle parti di tessuto cardiaco che, in circostanze imprevedibili, possono innescare l’aritmia ventricolare che determina la morte improvvisa.

Presso il Dipartimento di Aritmologia dell’IRCCS Policlinico San Donato sono state sviluppate tecnologie innovative in grado di effettuare una mappatura del cuore estremamente accurata. Si tratta di software in grado di riconoscere in modo automatico la distribuzione delle aree anomale e di particolari sonde in grado di emettere impulsi di radiofrequenza che ‘ripuliscono come un pennello’ la superficie anomala del ventricolo destro, rendendolo elettricamente normale.

“Sono orgoglioso che tale innovazione tecnologica sia stata esclusivamente ideata e realizzata in Italia, presso il nostro dipartimento di ricerca. Tale tecnologia – aggiunge il dottor Pappone – sarà a disposizione di tutto il mondo scientifico, nei prossimi mesi, offrendo a tutti i medici specialisti la possibilità di estendere le cure ad una popolazione sempre più ampia”.

Il dottor Pappone riferisce che “questo studio evidenzia la possibilità di eliminare quelle isole di tessuto elettricamente anomale, utilizzando delle onde di radiofrequenza di breve durata, con lo scopo di riportare quelle cellule a un corretto funzionamento elettrico. Sino ad ora, 350 pazienti sono stati sottoposti a tale procedura, mostrando la completa normalizzazione dell’elettrocardiogramma anche dopo la somministrazione di ajmalina. Inoltre, nessuno di loro ha presentato alcun sintomo o aritmie ventricolari.

Molti pazienti provenienti da diversi continenti si sono rivolti all’équipe di Aritmologia del Policlinico San Donato, per sfuggire alle ripetute scariche elettriche dei defibrillatori di cui sono portatori, a causa di crisi elettriche non altrimenti controllabili. Sono frequenti in tutto il mondo situazioni cliniche di pazienti con continui arresti cardiaci a cui nemmeno il defibrillatore può porre rimedio.

Oggi, con questa pubblicazione scientifica, si mette un punto fermo su un lungo dibattito riguardante la modalità di individuare i pazienti a rischio di morte improvvisa, una volta effettuata la diagnosi, e finalmente ciò che veniva considerata una falsa speranza può considerarsi realtà: oggi è possibile prevenire la morte improvvisa in giovani pazienti affetti dalla Sindrome di Brugada e salvare quelli con ripetuti arresti cardiaci altrimenti non trattabili eliminando le anomalie elettriche del cuore”.

Ogni anno, la morte improvvisa colpisce circa 400.000 individui in Europa e 3.000.000 nel mondo. Si ritiene che circa 1/3 di queste morti possa essere determinato da aritmie ventricolari generate da anomalie genetiche, come la Sindrome di Brugada. “Questo studio è nato da una profonda collaborazione con il prof. Joseph Brugada, con il quale abbiamo condiviso molte scelte e strategie”, conclude il dottor Pappone.

La Sindrome di Brugada
La Sindrome di Brugada è una patologia cardiaca genetica ereditaria ed è caratterizzata da un malfunzionamento dei canali ionici, cioè di una parte della membrana che riveste le cellule del cuore. Questo disturbo si manifesta con particolari alterazioni del tracciato elettrocardiografico e con una pericolosa predisposizione alle aritmie ventricolari.

Queste alterazioni non sono sempre presenti, ma possono variare nel tempo ed essere accentuate dall’assunzione di alcuni farmaci e da alcune condizioni fisiche, come ad esempio la febbre.
Oltre ad alterare l’elettrocardiogramma, la sindrome può provocare la comparsa di aritmie ventricolari maligne, pertanto è una causa di morte improvvisa in pazienti spesso giovani, ma che presentano un cuore strutturalmente sano.

 

Fonte: insalutenews.it

Lamporecchio – Progetto Comune Cardioprotetto

Anche Lamporecchio diventa un comune cardioprotetto. Grazie all’impegno dell’amministrazione comunale e all’importante contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia su tutto il territorio del comune toscano sono state installate da Cardiosafe ben tredici postazioni DAE. Ringraziamo anche il 118 di Pistoia per aver collaborato con noi alla formazione di cinquanta cittadini angeli custodi, abilitati all’utilizzo del defibrillatore. Il progetto ha coinvolto anche le associazioni sportive dilettantistiche del territorio e le scuole.

Articolo GoNews: Lamporecchio comune cardiorprotetto

 

 

 

 

 

Legge sul defibrillatore da cambiare: l’appello dei cardiologi italiani

Dal congresso dell’European Society of Cardiology arriva un appello: cambiare la legge che richiede un certificato specifico per utilizzare il defibrillatore semiautomatico esterno (Dae). Si tratterebbe, infatti, di un requisito controproducente che limita la quantità di pazienti che potrebbero essere salvati.

Il defibrillatore è l’unico strumento in grado di salvare la vita dei sessantamila italiani che ogni anno vengono colpiti da un arresto cardiaco . C’è però un ostacolo che limita non poco il successo di questi interventi salvavita: la legge nazionale che consente l’uso del defibrillatore anche al personale sanitario non medico, ma soltanto a fronte di un’adeguata formazione specifica nelle attività di rianimazione cardiopolmonare. Questo paletto «riduce i tassi di sopravvivenza a seguito di un arresto cardiaco», è il messSAM_350P_Front1aggio lanciato da Enrico Baldi, specializzando in cardiologia all’Università di Pavia, nel corso del congresso sulle terapie acute cardiovascolari, organizzato dalla Società Europea di Cardiologia a Milano. «Indipendentemente da chi lo usi, l’impiego del defibrillatore prima dell’arrivo dei soccorsi svolge un ruolo chiave nel migliorare la sopravvivenza delle persone colpite da un arresto cardiaco al di fuori di un ospedale».

L’indagine nella provincia di Pavia

Lo studio di Baldi ha esaminato tutti gli arresti cardiaci della provincia avvenuti tra l’ottobre 2014 e marzo 2017, utilizzando i dati provenienti dal Registro degli Arresti Cardiaci della Provincia di Pavia (Pavia CARe). Confrontando la situazione italiana con quella statunitense, dove i cittadini possono utilizzare il defibrillatore, emerge che nel nostro Paese soltanto nel 6,4% dei casi i presenti ad un arresto in corso hanno usato il Dae, mentre negli Usa è stato il 15-20%. A questo dato va aggiunto che il tasso di sopravvivenza dei pazienti assistiti con il Dae prima dell’arrivo di un’ambulanza è vertiginosamente più alto (60%) rispetto a quello dei malati soccorsi unicamente all’arrivo del personale sanitario (24%). A fronte di ciò il medico lancia un appello: la legge italiana andrebbe modificata legittimando tutti i cittadini ad utilizzare il Dae a prescindere dal fatto che siano o meno “preparati”.

La legge non è chiara

Secondo Baldi «questi risultati confermano l’impatto positivo sulla sopravvivenza legato all’uso del defibrillatore automatico esterno prima dell’arrivo dei medici: i passanti possono essere decisivi nel determinare se un paziente supererà o meno un arresto cardiaco, tre o quattro minuti possono fare la differenza tra la vita e la morte».

Il primo autore della ricerca, di fronte alla platea di colleghi, ha ribadito anche che «la legge italiana, per quanto sia stata la prima in Europa a consentire l’intervento anche al personale non medico, oggi rappresenti il limite principale alle cure, dal momento che nella provincia di Pavia non c’è una carenza di defibrillatori: nei luoghi pubblici se ne contano 503, pari a uno per 1093 residenti». Stando alla legge 120 del 2001, per poter utilizzare un defibrillatore se non si è medici, occorre l’autorizzazione rilasciata dal 118, previo un corso di formazione in rianimazione cardiopolmonare effettuato da un’agenzia accreditata in Regione.

Come comportarsi allora in caso di mancata autorizzazione? Secondo quanto riportato sul sito dell’Accademia Internazionale di Salvataggio e Rianimazione, «le caratteristiche tecniche del defibrillatore esterno, che fornisce automaticamente la diagnosi e la terapia più indicata, non lasciano alcun margine di discrezionalità all’operatore».

In altri termini, «l’atto medico non scaturisce dall’operatore, ma dalla macchina». Non dovrebbe dunque sussistere il rischio di compiere un atto medico abusivo, sanzionabile dall’articolo 348 del codice penale. Di conseguenza «la defibrillazione praticata in situazioni di obiettiva urgenza o di urgenza, con l’impiego di un defibrillatore esterno automatico da parte di persona estranea al settore sanitario, non costituisce reato e rappresenta attività lecita».

Linee guida sulla Rianimazione dell’European Resuscitation Council

A conferma del quadro dipinto da Baldi ci sono le linee guida europee sulla Rianimazione Cardio-Polmonare, promulgate dall’European Resuscitation Council nel 2015 in cui si dice che l’utilizzo dei Dae da parte di persone non formate è sicuro ed efficace e deve essere incoraggiato. Insomma se in Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Svezia, Svizzera, Gran Bretagna, la legge prevede che chiunque possa utilizzare un Dae forse è tempo di farsi un paio di domande.

PDL CONDOMINIO CARDIOPROTETTO

condominioPROPOSTA DI LEGGE CONDOMINIO CARDIOPROTETTO E RIDUZIONE IVA  DEI DEIFIBRILLATORI AL 4%

In Italia sono circa 1 milione le residenze condominiali, nelle quali vivono 14 milioni di famiglie. Alla luce di questi numeri risulta evidente che rendere il condomino un luogo cardioprotetto può essere importante per tutelare la salute dei cittadini.

 

PROPOSTA DI LEGGE 

Art. 1.
(Finalità).
      1. La presente legge ha la finalità di tutelare la salute dei cittadini attraverso l’introduzione di un’agevolazione fiscale per i condomìni con un numero di unità abitative superiore a dieci, finalizzata all’acquisto di defibrillatori semiautomatici esterni (DAE).

Art. 2.
(Istituzione di un fondo).
      1. Presso il Ministero dell’economia e delle finanze è istituito un fondo di 5 milioni di euro per l’anno 2018, atto a garantire un contributo pari al 50 per cento del costo di acquisto di DAE per i condomìni di cui all’articolo 1 che, previa richiesta, decidano di dotarsene.
2. All’onere derivante dall’istituzione del fondo di cui al comma 1, pari a 5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni per i medesimi anni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.

Art. 3.
(Accesso al fondo).
      1. Il contributo a carico del fondo di cui all’articolo 2 è erogato su richiesta presentata dal condominio interessato, a condizione che lo stesso attesti la partecipazione di almeno uno ogni dieci residenti del medesimo

condominio di età pari o superiore a 16 anni a un corso di formazione e di addestramento in basic life support – defibrillation (BLS-D) per i soccorritori non medici, come stabilito dal decreto del Ministro della salute 18 marzo 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6 giugno 2011.
2. Le modalità di presentazione delle domande di accesso e di concessione dell’agevolazione prevista dalla presente legge sono stabilite dal Ministro dell’economia e delle finanze, con proprio decreto, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della medesima legge.

Art. 4.
(Riduzione dell’aliquota dell’imposta sul valore aggiunto per i DAE).
      1. Dopo il numero 31) della tabella A, parte II, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, è inserito il seguente:

«31-bis) defibrillatori semiautomatici esterni;».

2. All’onere derivante dall’attuazione della disposizione di cui al comma 1, pari a 45 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni per i medesimi anni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.

Art. 5.
(Campagna di sensibilizzazione).
      1. Al fine di assicurare la conoscenza delle disposizioni di cui alla presente legge e di promuovere la cultura del primo soccorso in emergenza, il Ministero della salute,

di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, promuove una campagna di sensibilizzazione, con modalità e oneri definiti d’intesa dai medesimi Ministeri.

 

 

 

VEDI PROPOSTA DI LEGGE

2V0-621    | 070-461    | MB6-703    | MB2-704    | 9L0-012    | MB2-708    | 350-080    | 2V0-620    | DEV-401    | CCA-500    | A00-211    | 70-346    | 70-463    | ITILFND    | CAS-002    | 300-115    | 640-875    | 70-480    | 70-463    | HP0-S42    | 640-911    | 98-366    | M70-201    | 70-980    | 1Z0-051    | 70-461    | 350-018    | 070-486    | EX200    | 070-461    | ITILFND    | 400-051    | 210-260    | 400-101    | 70-480    | 1Z0-051    | IIA-CIA-PART1    | 210-065    | 400-201    | 3002    | 1Z0-061    | 640-916    | 210-065    | 200-310    | 70-480    | MB2-708    | M70-201    | 352-001    | 640-875    | 1Z0-061    | 102-400    | 070-461    | 400-051    | 642-035    | EX300    | 70-488    | 200-310    | M70-201    | 810-403    | OG0-093    | 400-101    | 070-461    | 70-463    | 2V0-620    | CAS-002    | 70-980    | 300-207    | 642-732    | DEV-401    | 210-060    | 640-911    | 70-412    | 1Y0-201    | N10-006    | 352-001    | 350-080    | IIA-CIA-PART1    | 070-461    | 400-051    | 300-320    | 70-486    | 70-346    | 2V0-621    | EX300    | 70-412    | 642-999    | MB2-704    | 640-916    | 640-911    | 70-487    | 300-115    | ICBB    | 70-410    | 500-260    | ITILFND    | 3002    | 70-347    | 400-051    | 300-207    | 350-080    | 070-483    | 300-206    | EX300    | 70-412    | 70-980    | 1Y0-201    | 1Z0-804    | 3002    | 810-403    | 70-487    | 300-115    | 200-120    | 70-486    | MB2-704    | 70-462    | EX300    | 9L0-012    | CBAP    | 642-996    | A00-211    | CCA-500    | LX0-104    | 300-207    | 70-483    | 70-487    | 210-065    | CBAP    | 400-101    | 1V0-601    | 070-483    | 200-120    | 70-462    | PR000041    | 070-461    | OG0-093    | 3002    | 70-486    | 1Y0-201    | C_TADM51_731    | MB6-703    | M70-101 exam    | 350-018 exam    | C_TSCM52_66 exam    | C_A1FIN_10 exam    | EX300 exam    | DEV-501 exam    | 70-680 exam    | C_HANASUP_1 exam    | 312-50v8 exam    | C2020-702 exam    | M70-101 exam    | 350-018 exam    | C_TSCM52_66 exam    | C_A1FIN_10 exam    | EX300 exam    | DEV-501 exam    | 70-680 exam    | C_HANASUP_1 exam    | CRISC   , VCP550D   , 70-417   , 300-206   , 700-037   , 712-50   , API-580   , 642-732   , 640-875   , 352-001   , CAS-002   , C_HANATEC151   , JN0-332   , 350-018   , CISM   , CISA   , C_HANAIMP151   , JN0-102   , 350-029   , 2V0-621D   , 210-065   , 000-017   , LX0-104   , 70-347   , 70-486   , 9L0-066   , 70-412   ,